Da tempo le Compagnie di assicurazione sollecitano i Clienti a consentire l’installazione diapparati di rilevazione satellitare, le così dette scatole nere, sulla vettura assicurata per la responsabilità civile o per il caso furto. La Corte di Cassazione, con la recente Sentenza n. 13725 del 2024, ha nuovamente ribadito che le risultanze di tali dispositivi non possono assumere la valenza di “prova” in un qualsiasi giudizio e, a modesto avviso, neanche in sede di trattazione stragiudiziale. Occorre ribadire ed evidenziare che, ad oggi, non sono stati emanati i decreti attuativi previsti dall’art. 132 ter lett.b) del d.lgs 209/05 (codice delle assicurazioni private) e ciò implica, come ribadito nella citata Sentenza della Suprema Corte, che i rilievi tratti da tali dispositivi non possono essere assunti come mezzo di prova legale, tanto è vero che le eventuali diverse risultanze operate dal CTU incaricato prevalgono, rendendo, quindi, inutili i dati raccolti dai dispositivi. Ma perché i dati non possono assumere valore di prova legale? Per un motivo molto semplice. Non sono mai stati emanati i decreti attuativi previsti dal Codice delle Assicurazioni private e, quindi, i dati raccolti servono esclusivamente a consentire alle Compagnie di assicurazioni di assumere informazioni capillari sul territorio e sui comportamenti dei conducenti, al fine della determinazione dei costi medi delle polizze. Roma, 4 ottobre 2024 Avv. Ciro Castro
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