Il Caso La Corte di Cassazione, con la recente Ordinanza n. 24434 del 4 agosto 2026, è tornata su un tema molto dibattuto: cosa succede all'assegno di divorzio se chi lo riceve inizia una nuova convivenza stabile? Inizialmente, i primi giudici avevano negato l'assegno alla ex moglie, in quanto la donna era in età lavorativa e aveva intrapreso una nuova convivenza stabile. Questa relazione, secondo il Tribunale, faceva venir meno la necessità di un puro sostegno economico (la cosiddetta funzione "assistenziale" dell'assegno divorzile). I giudici d'Appello, invece, ribaltavano questa decisione, riconoscendo alla donna un assegno mensile di 300 euro. Hanno, infatti, osservato che, durante il matrimonio, la moglie aveva sacrificato le proprie opportunità di carriera per dedicarsi in modo prevalente alla cura della casa e dei figli. Questo sacrificio ha permesso all'ex marito di concentrarsi sul lavoro e accumulare maggiori risorse economiche, creando un forte squilibrio tra i due. La funzione "compensativa" dell'assegno divorzile. L'ex marito ha quindi proposto ricorso in Cassazione per ottenere la revoca dell'assegno divorzile, che, tuttavia, i giudici di legittimità hanno ritenuto di non accogliere, cogliendo l'occasione per riaffermare un principio ormai consolidato del diritto di famiglia. La Suprema Corte ha chiarito che l'assegno di divorzio non serve solo a garantire il sostentamento all'ex coniuge che sia in difficoltà economica. Ha anche uno scopo "compensativo", ovvero serve a riequilibrare le ricchezze per ripagare i sacrifici fatti da chi ha rinunciato alla propria indipendenza per il bene comune della famiglia. Iniziare una nuova convivenza stabile fa perdere il diritto a ricevere l'assegno come semplice "aiuto economico". Tuttavia, questo non cancella il diritto ad essere compensati per le occasioni lavorative perse durante il matrimonio. Se uno dei due coniugi si è dedicato alla casa e ai figli, favorendo l'arricchimento dell'altro, questo sacrificio deve essere riconosciuto, perché è il frutto di una scelta di vita presa insieme. Altri punti rilevanti della decisione L'Ordinanza affronta anche altre questioni pratiche molto comuni: Conclusioni pratiche La decisione in esame dimostra che, in una causa di divorzio, non basta semplicemente dimostrare un reddito basso o di non avere alcun reddito. E' essenziale riuscire a provare che la propria mancanza di indipendenza economica è il risultato di scelte fatte insieme all'ex partner (come, ad esempio, l'aver rinunciato al lavoro per accudire i figli). Inoltre, la pronuncia rassicura su un punto vitale: rifarsi una vita con un nuovo compagno non cancella, automaticamente, il diritto a vedere riconosciuti e "ripagati" i sacrifici sostenuti in passato per la famiglia. Hai bisogno di assistenza legale? Le dinamiche familiari sono complesse e ogni situazione richiede un'analisi attenta. Se stai affrontando una separazione o un divorzio e desideri comprendere meglio i tuoi diritti riguardo all'assegno di mantenimento o divorzile, il nostro Studio è a tua disposizione. Contattaci ai recapiti sotto indicati oppure compilando il form seguente. Lo Studio si trova a Roma, Viale Gorizia n. 52.
Ti possiamo aiutare?
Oppure inserisci i tuoi dati per essere contattato e ricevere una consulenza
dichiaro di aver letto e ben compreso Informativa Privacy & Cookies ex art. 13 GDPR
Invia