IMU ed esenzione per i coniugi con residenze diverse, ma nello stesso edificio

Uno dei temi fiscali che genera confusione – e contenziosi con i Comuni – riguarda l'esenzione IMU per l'abitazione principale quando i coniugi risiedono in immobili diversi. Fino a poco tempo fa, la regola generale penalizzava pesantemente le coppie sposate o unite civilmente rispetto ai conviventi di fatto.

Oggi, fortunatamente, il panorama è cambiato. A confermare l'orientamento più garantista per i contribuenti è intervenuta la Corte Suprema di Cassazione, Sezione Tributaria, con l'ordinanza n. 25004, pubblicata in data 04/09/2026.

Il caso: coniugi, stesso pianerottolo, due residenze

La vicenda analizzata dalla Suprema Corte nasce dal ricorso di un contribuente contro Roma Capitale. Il Comune aveva notificato un avviso di accertamento per l'omesso versamento dell'IMU relativa all'anno 2013.

La situazione di fatto era la seguente: il contribuente era proprietario di un immobile, mentre la moglie era proprietaria di un'altra unità immobiliare situata nel medesimo stabile e al medesimo piano. Le due abitazioni, seppur collegate tra di loro da una scala interna, erano catastalmente separate e i coniugi avevano stabilito la propria residenza rispettivamente nell’immobile di loro proprietà.

A parere del contribuente, le due unità immobiliari costituivano un’unica abitazione principale soggetta ad esenzione IMU.

Secondo la tesi del Comune, accolta dalla Corte tributaria di secondo grado, invece, ad escludere la doppia agevolazione militavano due elementi: gli immobili erano catastalmente divisi e i coniugi avevano stabilito la propria residenza anagrafica ognuno nell’appartamento di rispettiva proprietà.

La decisione della Cassazione: conta solo il singolo proprietario

Ribaltando la decisione di secondo grado, la Cassazione ha dato ragione al contribuente, richiamando un principio ormai fondamentale del nostro ordinamento tributario introdotto dalla sentenza n. 209 del 2022 della Corte Costituzionale.

La Consulta aveva infatti dichiarato incostituzionale la norma che richiedeva, per l'esenzione IMU, che l'immobile fosse luogo di residenza e dimora abituale non solo del possessore, ma anche del suo intero "nucleo familiare". Questa vecchia regola creava un'irragionevole disparità di trattamento: i conviventi di fatto potevano godere dell'esenzione su due immobili diversi, mentre i coniugi ne erano esclusi se per motivi lavorativi o personali vivevano in case separate. Una vera e propria "tassa sul matrimonio" in contrasto con gli articoli 3, 31 e 53 della Costituzione.

Cosa significa questo in pratica? L'ordinanza lo ribadisce a chiare lettere:

  • Ai fini dell'esenzione IMU, assumono rilievo esclusivamente la residenza anagrafica e la dimora abituale del possessore dell'immobile, considerate individualmente.
  • Non ha alcuna importanza la situazione abitativa degli altri componenti del nucleo familiare.
  • Il diritto all'esenzione spetta anche se il coniuge risiede e dimora in un diverso immobile, indipendentemente dal fatto che questo sia ubicato nello stesso o in un diverso comune.

Nel caso specifico, poiché il marito risiedeva anagraficamente e dimorava nel proprio appartamento, aveva pieno diritto all'esenzione, a prescindere dal fatto che la moglie vivesse nell'appartamento accanto.

Attenzione alle unioni "di fatto" degli appartamenti

L'ordinanza della Cassazione coglie anche l'occasione per chiarire un altro aspetto molto delicato. Nel caso in esame, i due immobili erano stati uniti fisicamente tramite una scala interna, ma erano rimasti accatastati come due unità separate.

La Corte ha precisato che l'esenzione IMU spetta sempre e solo per un'unica unità immobiliare. Anche se due appartamenti contigui vengono uniti "di fatto" e utilizzati come un'unica grande abitazione principale, se non si procede a una vera e propria fusione catastale l'agevolazione non può essere estesa a entrambe le unità (essendo le norme agevolative di stretta interpretazione).

Conclusioni

La pronuncia della Suprema Corte consolida la tutela dei coniugi con residenze separate, mettendo al riparo i contribuenti da accertamenti comunali basati su normative superate.

Se avete ricevuto un avviso di accertamento IMU dal vostro Comune per una situazione simile, o se volete regolarizzare la vostra posizione catastale per evitare brutte sorprese, è fondamentale valutare il caso specifico con un professionista. Contattaci ai recapiti sotto indicati oppure compila il form seguente. Lo Studio si trova a Roma, Via Gorizia n. 52.

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