Hai ricevuto una raccomandata dal Comune con la richiesta di pagare arretrati IMU, sanzioni e interessi? Prima di pagare, fermati: molto spesso questi avvisi sono illegittimi, prescritti o calcolati su immobili esenti. Ecco come lo Studio CLV può aiutarti a verificare se il debito deve essere pagato. Trovare nella cassetta della posta una busta verde o una raccomandata del Comune provoca sempre un momento di ansia. Quando la apri e scopri di aver ricevuto un Avviso di Accertamento esecutivo per l'IMU non pagata di anni fa, con l'aggiunta di sanzioni pesanti e interessi, la prima reazione è lo sconforto. Molti contribuenti, per paura di subire il pignoramento del conto corrente o il fermo amministrativo dell'auto, corrono a pagare o a chiedere la rateizzazione. Non sempre pagare è la scelta corretta. Nella nostra esperienza vediamo costantemente avvisi di accertamento IMU contenenti vizi formali, errori di calcolo o richieste di pagamenti ormai prescritti. Ecco 3 casi molto frequenti nei quali un ricorso, ben strutturato, può annullare totalmente o parzialmente la pretesa del Comune. 1) Il debito è caduto in prescrizione (La regola dei 5 anni) I Comuni spesso si muovono in ritardo. L'IMU è un tributo locale e, come tale, la sua riscossione è soggetta a una prescrizione di 5 anni. Questo significa che l'Ente ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui doveva essere versata la tassa per recapitarti l'accertamento. Se la raccomandata arriva anche solo un giorno dopo la scadenza, l'intero debito è azzerato. Attenzione però: la prescrizione non scatta in automatico, ma va fatta valere impugnando l'atto. 2) Esenzione "Prima Casa" negata (Il caso dei coniugi con residenze diverse) Per anni i Comuni hanno inseguito coppie sposate che, per motivi di lavoro o di vita, mantenevano la residenza in due immobili diversi, costringendo uno dei due a pagare l'IMU come "seconda casa". Oggi non è più così. Una storica sentenza della Corte Costituzionale (n. 209/2022) ha stabilito che entrambi i coniugi hanno diritto all'esenzione IMU per l'abitazione in cui risiedono abitualmente, anche se si trovano nello stesso Comune. Se hai ricevuto un accertamento per questo motivo, ci sono buone probabilità di farlo annullare. 3) Immobili inagibili o abusivamente occupati Il Comune ti chiede l'IMU per intero su una casa diroccata, inagibile o, peggio ancora, occupata abusivamente da terzi? La legge prevede riduzioni del 50% per gli immobili inagibili e, grazie alle recenti manovre finanziarie, l'esenzione totale per gli immobili occupati abusivamente (se hai presentato regolare denuncia). Spesso i Comuni "dimenticano" di applicare queste agevolazioni: spetta a noi fargliele riconoscere. 4) Chi deve (e chi NON deve) pagare l'IMU? Attenzione agli errori Il Comune spesso invia l'accertamento basandosi esclusivamente sulle visure catastali, ma la legge, in alcuni casi, segue criteri diversi. Ecco dei casi in cui il Comune sbaglia bersaglio: ⏳ Attenzione ai 60 giorni Se c'è una cosa che non devi assolutamente fare quando ricevi un Avviso di Accertamento IMU è ignorarlo e metterlo in un cassetto. Dalla data in cui ricevi la raccomandata (o la PEC), hai esattamente 60 giorni di tempo per presentare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria o presentare un'istanza di annullamento in autotutela. Superato questo termine, anche se il Comune aveva palesemente torto e l'IMU non era dovuta, il debito diventa definitivo e inattaccabile, aprendo le porte alle procedure di recupero coattivo dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. 📞 Se hai ricevuto un Avviso di Accertamento IMU e vuoi capirne di più, i professionisti dello Studio CLV Avvocati a Roma sono pronti ad analizzare il problema e a fornirti la soluzione migliore per la tutela dei tuoi diritti. 📩 Compila il form seguente oppure contattaci ai recapiti sotto indicati per fissare un appuntamento nello studio di Viale Gorizia, 52.
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